Ieri, alla manifestazione per l’Europa, arriviamo in ritardo. Troviamo piazza del Popolo stracolma e neanche così tanto boomer come temevamo. Michele Serra però ha già parlato una mezz’ora prima. In compenso sono già sfilati i segretari delle varie formazioni con tuuutti i loro distinguo e posizionamenti. Giuseppi Conte s’è tenuto fuori impegnatissimo nel gioco “mi si nota di più se non vengo o se …”, e ‘sto tipo dovrebbe essere la seconda gamba dell’alleanza… In parallelo a piazza Barberini si sono incontrati i duri e puri, hanno bruciato qualche bandiera dell’Europa, cose grosse!.. (in realtà trattasi di stampe su cartoncino: le bandiere dell’Europa che trovi dal cinese a dieci euro sono ignifughe e quindi non sono utilizzabili per queste performance, colpa sempre delle regole imposte dall’ottuso burocrate di Strasburgo…).
Sul palco Claudio Bisio fa il bravo presentatore e apre ad un’infilata di personaggi televisivi di area exRai3 e La7, chi dal vivo e chi registrato in video. Nell’ordine sono: Corrado Augias (che gravemente evoca lo spirito di Ventotene, un po’ sornione un po’ narcotizzante), Roberto Vecchioni (bello carico, deve aver preso da poco la pasticchetta bona perchè sproloquia a braccio sull’antica Grecia e sull’orgoglio di essere indoeuropei, sic!), Francesca Vecchioni (forse è l’unica sotto i cinquanta ma perdo cosa dice perchè mi parte il gioco delle somiglianze col padre), Antonio Scurati (che poi mi è sembrato il meglio del mazzo, fa un discorso finalmente più politico ma si capisce che devono avergli detto: “Anto’ nun ce mette nei casini co’ sta cosa dello spirito guerriero!..”), Paolo Virzi (che a Ventotene ha girato ben due film, e ne mandano emblematica clip video, attacca un pippone sconclusionato tipo “io ai miei tempi, giocavamo con la palla di stracci, non avevamo il telefonino”), Luca Berizzi, Luciana Litizzetto e Jovanotti si limitano a fare la loro parte e così ne escono più che decorosamente, Fabrizio Bentivoglio (devono averlo consigliato male: legge molto impostato e svociato una cosa tipo di Pericle che dice che Atene è mejo de Sparta e certe cose infami non loro nel le farebbero mai perchè so’ democratici, mah… vaglielo a dire ai poveri Meli), Stefano Massini (fa il suo temino sull’etimologia della parola Europa, gli stacco d’istinto l’audio), Gianfranco Carofiglio (sempre della serie “sono un figo pazzesco e guarda come non me la meno” legge qualche cosa che avrà preso da ChatGPT o dai Baci Perugina o entrambi, in ogni caso lo fa con classe e una certa convinzione), Corrado Formigli (esordisce dichiarandosi orgoglioso di essere giornalista, ESCGCNS sarebbe da dirgli o anche “e allora io so’ orgoglioso di lavorare al catasto”, in ogni caso non mi pare poi vada molto oltre questo livello di profondità).
A forza di evocare la “generazione Erasmus” ne fanno comparire finalmente sul palco una spaesata rappresentante in carne e ossa. La poverina risponde imbarazzata a domande preconfezionate e così in due minuti liquidano lei e il tema “questi giovani meravigliosi”.
Tanto per dare ulteriore slancio allo squadrone over60, fanno cantare Mauro Pagani in una versione smosciatissima di “Creuza de Ma”. E’ già un miracolo che ancora ci riesca. Metà della piazza si domanda “e chi è questo?”, l’altra metà “ma che è ancora vivo?” . Un po’ come lo spirito di Ventotene.
Noi dobbiamo andarcene prima: hanno chiuso le fermate Metro di Spagna e Flaminio, per arrivare in tempo a Termini bisogna muoversi facendosela a piedi fino a Lepanto, a proposito di grandi battaglie contro l’oriente sanguinario che incombe alle porte. Ci perdiamo così Liliana Segre e parecchi altri virgulti della politica e della cultura italiana. Ci rifaremo al prossimo risveglio della sinistra.
qui le foto che ho fatto